• Home
  • News
  • BUL Energia e Ricerca Intervista a Paola Girdinio

BUL Energia e Ricerca Intervista a Paola Girdinio


Gian Guido Folloni, Presidente di IsiameD
PAOLA GIRDINIO
Precedentemente consigliere di amministrazione di Ansaldo STS, di Ansaldo Energia e di Banca Carige. Oggi è Presidente del comitato scientifico del progetto “Smart City” promosso dal Comune di Genova. Dal 2015 è Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Cybersecurity delle reti elettriche, la resilienza e il busines continuity dei sistemi elettrici e consigliere di amministrazione Enel.Rendere le imprese e gli enti italiani degli abilitatori dell’economia digitale, a prescindere dalla loro dimensione, incidendo sulla governance, individuando le soluzioni tecnologiche migliori e curando la reputazione online. Tutto questo facendo del made in Italy un faro d’azione e cercando di coinvolgere realtà importanti del panorama imprenditoriale all’interno di progetti a lunga gittata. Non capita tutti i giorni che un istituto specializzato in relazioni diplomatiche e geopolitica si trasformi in una management company focalizzata sull’innovazione d’impresa.
 
Come è noto, l’Italia è in ritardo, rispetto alla media europea, nello sviluppo delle infrastrutture necessarie per la rete ultraveloce. Qual è la sua valutazione sulle competenze, sul capitale umano, sui margini di sviluppo e sulla capacità italiana, in generale, per essere protagonista nell’economia digitale a “zero confini”?

Non tutte le aree geografiche sono in ritardo allo stesso modo e alcune, molto poche, non lo sono affatto. E non mi riferisco solo alle solita dicotomia Nord- Sud. Anche a un livello di granularità inferiore a quello delle macroaree ci sono notevoli differenze. E’ comunque assodato che rispetto al nord Europa siamo molto indietro ma oggi ci sono grosse potenzialità di recupero grazie al progetto ultimo miglio realizzato da Open Fiber.

E poi, last but not least, le competenze e il capitale umano ci sono: abbiamo università altamente qualificate, centri d’eccellenza nella ricerca. Gli studenti in uscita da alcuni corsi di laurea, di Ingegneria ed Informatica, ad esempio, hanno notevoli possibilità di lavoro. Penso che ci sia un grosso potenziale in Italia per essere protagonisti nell’economia digitale. Credo che per esprimerlo appieno abbiamo però bisogno di imparare a fare sistema e, come si enfatizza recentemente, fare dell’innovazione aperta. 

Professoressa, lei oltre ad essere Professore Ordinario Diten all’Università di Genova, è presidente dell’Osservatorio Nazionale per la “Cyber Security”, la resilienza e la business continuity dei sistemi elettrici, di cui fanno parte alcune delle più importanti aziende nazionali del settore. I temi della “città intelligente” e della “sicurezza” sono inevitabilmente connessi. La Germania ha investito 500 milioni di euro per realizzare un Centro Nazionale sulla Cyber Security e ad oggi, in Europa, mancano gli esperti del settore. Genova ha nel DNA l’innovazione, qui nacque la Marconi Telecomunicazioni. Com’è la situazione in Italia al momento?

C’è da recuperare del tempo, ma siamo in tempo per recuperarlo. La valenza di una iniziativa come “l’Osservatorio Nazionale per la Cyber security” è proprio di fornire un quadro completo dello stato dell’arte e delle esigenze imminenti, anche per stimolare concretamente l’impegno del governo a reperire risorse che siano adeguate alle esigenze effettive.
E’ vero che mancano in Europa e in Italia esperti nel settore ICT e nella innovazione digitale (che saranno sempre più richiesti a livello planetario) e in particolare mancano profili adeguati a fronteggiare le sfide della Cybersecurity a breve, medio e lungo termine.  Per fortuna qualcuno sta da tempo provvedendo a formarne. Ad esempio, proprio a Genova, il Master universitario in Cyber security è ormai alla sua III edizione, con un grosso successo. Altre iniziative di ricerca applicata del Centro interdipartimentale sulla Cybersecurity dell’Università di Genova stanno avviando collaborazioni serrate con aziende, proprio nel settore delle resilienza informatica delle reti elettriche. E analogamente in altre realtà nazionali, il mondo accademico e della ricerca sta muovendosi in modo concreto e sinergico con quello aziendale.

Quali sono secondo lei i passi più importanti da mettere in atto subito per assicurarsi che una Smart City sia anche sicura? 

Una smart city sicura deve essere innanzitutto abitata da cittadini consapevoli. La sicurezza informatica è un processo, che conduce ad una cultura della sicurezza individuale e collettiva. Mi piace dire che è come per l’igiene: inutile disinfettare ogni angolo della casa se non ci si lavano le mani prima di andare a tavola. Ogni misura atta a implementare buoni livelli di Cybersecurity non potrà mai essere efficace se tutti gli stakeholder non sono coinvolti ed diventano attori attivi nel processo. Abbiamo bisogno di realizzare servizi per una smart city che siano concepiti sin dall’inizio considerando adeguatamente la sicurezza della città e dei cittadini (security by design). La smart city necessita dunque di adeguati skill ma anche di una formazione di consapevolezza dei cittadini.  In sintesi possiamo dire che la sicurezza va affidata agli esperti, ma non può essere delegata in toto ad essi.

Sempre in ambito “Smart City”, avete da poco inaugurato la “palazzina intelligente” al Campus di Legino, a Savona, un modello unico della ricerca italiana nel settore dell’energia sostenibile la cui realizzazione è costata 3 milioni di euro, finanziati al 90% dal ministero dell’Ambiente e il 10% dall’Università di Genova.  Ci può spiegare di cosa si tratta? Quali altri progetti ha in serbo l’Università per il 2018?

L’edificio è uno “Zero emission building”, il fabbisogno di energia termica sia di inverno che d’estate è soddisfatto al 100% dalla geotermia del sottosuolo, mentre il fabbisogno elettrico ricorre all’energia prodotta dai panelli fotovoltaici. Inoltre l’edificio è connesso al nostro sistema di generazione diffusa attraverso una microrete intelligente. La disponibilità di questa infrastruttura consente di effettuare ricerca applicata di frontiera. Alcune delle attività di ricerca previste per il futuro riguardano le nuove problematiche connesse alla bidirezionalità delle colonnine di ricarica attraverso cui le auto elettriche potranno immettere energia in rete aprendo nuovo scenari di consumo e di sicurezza. Altro di grande prospettiva nel settore delle telecomunicazioni è quello dell’infrastruttura 5G in cui il nostro laboratorio e coinvolto.

 

Mission

IsiameD è la prima management company dedicata all'innovazione digitale del sistema produttivo e sociale italiano.
La nostra Mission

Contatti

IsiameD Digitale Srl
Tel. +39063230235
Fax. +390669373109
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sede Legale e Operativa:
Via Cola di Rienzo 44 - 00192 Roma - Italia

Newsletter

Powered by ChronoForms - ChronoEngine.com

IsiameD Digitale Srl - P.IVA/CF: 14040821002 - © 2016 All Rights Reserved.