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Il Turismo sarà digitale e a identità italiana

L'Unione Europea e l'Italia stanno provvedendo, con un investimento di oltre Euro 7 miliardi, a realizzare l'infrastruttura BUL (Banda Ultra Larga) nei 7.958 Comuni e hanno avviato la sperimentazione 5G disponendo così il Sistema Paese agli interventi necessari di innovazione digitale dei modelli operativi anche per un'efficace successiva riqualificazione della mappa tecnologica con obiettivi di creazione valore nell'economia digitale, abbattimento dei costi e per la creazione di ricerca applicata. L'Italia è al 24^ posto in Europa nei servizi pubblici digitali.

Notizie di questi giorni sono la crisi della Grande Distribuzione dell'elettronica e il caso "Facebook". Chi non mette in connessione i due fatti non prende atto (e forse non lo vuole per interesse) che non si sta parlando di problemi di sicurezza informatica e di e-commerce ma della partecipazione del Sistema Italia nell'economia digitale.

Il Turismo e più in generale il Made in Italy sono con tutta probabilità obiettivi di un prossimo attacco. E' una situazione nella quale l'Italia priva di un proprio modello digitale, vede messa a serio rischio la propria prima economia. Avere un proprio modello digitale italiano significa possedere la propria identità e la propria creatività nell'economia digitale e l'Italia nell'economia digitale potrebbe trovare le ragioni del riscatto e della rinascita sociale ed economica.

Se volete creare un sito web gran parte dei fornitori vi rendono semplificata la vita, a parer loro, fornendovi template e format sui quali inserire i contenuti. Il business con i nostri contenuti - quelli del nostro patrimonio culturale, enogastronomico, della nostra storia - lo fanno i proprietari dei template e dei format che usano gratuitamente la rete che paghiamo sempre e solo noi italiani. In sintesi: con l'investimento della BUL (Banda Ultra Larga) noi paghiamo circa  Euro 7 miliardi per la rete, inserendo i contenuti diamo gratis i dati nostri e dei nostri Clienti e loro ci rivendono i nostri prodotti.

Forse è ora di dimostrare che se l'italia è Raffaello, Caravaggio, Leonardo Da Vinci, Adriano Olivetti, Michele Ferrero, i nostri produttori agroalimentari, i nostri maestri del cinema e dell'alta moda, l'Italia non è finita e non può e non deve essere ridotta a fare da maggiordomo ai produttori di template e format. Nella storia del mondo l'Italia rappresenta il Paese che più ha generato innovazione e che più ha prodotto sistemi, metodiche e modelli esportabili. L'ingresso del Sistema Paese nell'economia digitale dipende dall'assunzione di un'identità percepibile e coerente con l'interesse di contribuire alla crescita del PIL, favorendo in ogni settore strategico riferimenti e metodiche pragmatiche di attualizzazione. L'Unione Europea ha previsto una programmazione di investimenti per lo sviluppo dell'economia digitale. Essa prevede attività digitali senza confini tra le Persone, le Persone e le Cose, tra Oggetti. Le attività digitali abilitano comportamenti sociali nuovi da prevedere nelle attività istituzionali del Turismo.

All'atto di entrare nella nuova economia digitale è necessario definire prima come vogliamo essere e che cosa serve al nostro essere italiani. Le tecnologie andranno scelte poi e non perchè siamo pressati dai venditori provenienti da Est o da Ovest, di questo o di quest'altro continente. La moria delle Start Up italiane e l'irrilevanza nell'economia digitale sono cifrate dagli investimenti internazionali attratti e pari a zero virgola. 

La continua evoluzione dei nuovi sistemi di comunicazione ed il massiccio utilizzo da parte della popolazione mondiale, costringono le Aziende, anche pubbliche, ad una ristrutturazione digitale. Questa attività è necessaria per adeguarsi alle vigenti normative e per i nuovi standard di comunicazione propri dell'economia digitale. Giova ricordare che nella legge di bilancio 2018, art.1 comma 1087 G.U. n.302/29 dicembre 2017, si da incarico all'Istituto IsiameD di affermare e promuovere il modello digitale italiano anche per l'innovazione smart city che rappresenta la declinazione di creazione valore ed attualizzazione di riferimento del settore di competenza dove manca ad oggi una specifica identità di modello. I media internazionali e nazionali hanno poi evidenziato che ogni Paese per ragioni di sicurezza nazionale, nel pieno rispetto delle norma vigenti, è opportuno che possieda un modello digitale proprietario così da mantenere terzietà e guida dell'evoluzione tecnologica. 

Settore: l'economia e la comunicazione digitale

L'economia digitale è un'economia a zero confini ed è un'economia di Comunicazione. A ragione di queste due nuove condizioni, nuove anche al passato recente, dobbiamo con urgenza produrre il nostro Modello Digitale Italiano. Sarà il cruscotto digitale attraverso il quale monitorare le attività operative, la formazione del referente digitale aziendale, le attività ci Comunicazione, il monitoraggio del bilancio digitale del sistema economico turistico, la qualificazione delle performance dell'offerta. Il patrimonio digitale del Turismo italiano deve restare in mani italiane e smettere di essere solo il core business dei nostri fornitori di informatica.

Priorità Turismo

Per il Turismo, il Modello Digitale Italiano dovrà essere prioritariamente declinato per ogni aspetto inerente a questo settore importante e strategico della nostra vita sociale e della nostra economia. Il farlo prioritariamente e bene consentirà ad ogni operatore dell'esperienza turistica di gestire al meglio le infrastrutture di connessione Cliente/Territorio, sia per le Persone, sia per le Merci, sia per i nuovi trasporti aerei remotizzati, anche e soprattutto valorizzando il Made in Italy delle nostre micro Aziende.

Noi siamo i produttori dei nostri contenuti e per questo siamo e dobbiamo rimanere titolari e proprietari del nostro business. Siamo noi quelli che da tutto il mondo i nostri Clienti cercano. Ci cercano per l'originalità della nostra offerta, per la nostra tipicità e qualità. Tutte cose che non possono e non devono essere "consegnate", ridisegnate e limitate dai template e dai format di altra matrice.

Francesco Bechi - Presidente Federalberghi Firenze 

 

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