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Folloni: così abbiamo aperto la via della digitalizzazione

Fonte: Avvenire

Dalla lunga esperienza nella cooperazione internazionale e nelle relazioni socio-culturali, Isiamed - l'Istituto Italiano per l'Asia e il Mediterraneo - presieduto da Gian Guido Folloni, dal 2015 ha rivolto attenzione alle nuove realtà digitali, particolarmente incisive in ogni aspetto della vita di una comunità. Le imprese italiane digitalizzate sono meno del 3%, nonostante l'Italia sia abbondantemente fornita di dispositivi: "Questo ci rende permeabili alla penetrazione di piattaforme che da Est e da Ovest ci rendono succubi dei loro modelli di consumo e di business: dobbiamo esserne consapevoli", spiega Folloni.

Isiamed ha definito il modello digitale italiano. In cosa consiste?

Abbiamo costruito la metodica per entrare nella società digitale, declinandola al nostro "passo", in modo da tutelare identità, cultura e Made in Italy, e abbiamo individuato quattro campi d'azione quelli per i quali la Legge di Bilancio ha stanziato un contributo per la promozione del modello digitale a matrice nazionale, ovvero turismo, agro-alimentare, speort e smart city.

L'Italia è al 25° posto in Europa per sviluppo dell'economia digitale: il governo uscente ha investito 7 miliardi sulla Banda Ultra Larga: ora cosa vi attendete?

Che l'investimento sia mantenuto e la nuova infrastruttura sia completata, possibilmente nei tempi programmati. Ma non basta collegare 8.000 comuni grandi e piccoli con la fibra ottica. E' indispensabile posizionare il Paese nell'economia digitale partendo dalle tipicità e della cultura inimitabile dei nostri territori: la nostra arretratezza deriva dall'aver promosso l'ammodernamento informatico, ma non la digitalizzazione del Paese. Mentre si posa l'infrastruttura, bisogna pensare agli italiani. Partendo dal grave ritardo nella formazione del capitale umano: solo il 67% degli italiano accede a Internet rispetto a una media europea del 79%, appena il 44% della popolazione possiede competenze. Navighiamo per la musica o i video games, ma siamo il fanalino di coda per notiziari e servizi bancari. Il prossimo esecutivo dovrà impegnarsi per un processo di "inclusione digitale" di cittadini e imprese.

Facciamo un esempio.

Un modello digitale per la Centrale rischi della Banca d'Italia porterebbe ad un miglioramento nell'erogazione del credito alle imprese. Perchè non ipotizzare un ministero per il Futuro e l'innovazione come centro primario di cultura e competenza?

Il caso Facebook-Cambridge Analytica ha portato all'attenzione mondiale il tema della sicurezza dei dati di cittadini-utenti. E' possibile rendere sicuri i nostri spazi sul web?

Abbiamo un'Autority per la tutela dei dati personali, per questo, lo scorso anno avevo segnalato l'esigenza di fare un check su hardware e software della nostra pubblica amministrazione, come altre nazioni. E' vitale mettere al riparo il patrimonio di Big Data - sanità, previdenza sociale, turismo, trasporti - del sistema Italia.

Il caso Zuckerberg insegna che le informazioni sono vero e proprio "oro", dalla gestione assai redditizia, Lasciarli scoperti espone una forma di colonizzazione?

In generale, gli Stati sono in ritardo rispetto a realtà come Facebook, ma anche i cittadini possono meglio difendersi. Il modello digitale italiano ha origine proprio da questo timore e tende a una matrice identitaria, grazie a uno scambio digitale di dati non succube di interessi altrui.

Durante la recente campagna elettorale, Isiamed ha lanciato un allarme sul rischio fake news: come potrebbero alterare un esito elettorale e quale è la consapevolezza di istituzioni e cittadini?

Come ogni notizia, quella falsa genera sentimenti e nella Rete non nasce a caso: è figlia di interessi economici e politici. Se c'è menzogna, i sentimenti sono ingannevoli e la velocità di diffusione in rete toglie tempo  e lucidità a razionalità e analisi. Per qualsiasi democrazia le fake news sono la grande questione di oggi. Sono capaci di distruggere onorabilità e reputazione o di alterare assetti finanziari e politici di interi paesi. Potenzialmente siamo tutti sotto attacco.

 

 

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